Nel mondo dello sport, come in quello aziendale, il risultato è solo la parte visibile.
Dietro ogni vittoria ci sono dinamiche meno evidenti, ma decisive: mentalità, relazioni, gestione dell’errore, disciplina, leadership.
Nel lavoro quotidiano con aziende e team, queste dinamiche emergono sempre con chiarezza. E trovano una conferma nelle esperienze di atleti e professionisti di altissimo livello come Antonio Fantin e Alessandro Costacurta che abbiamo avuto il piacere di ospitare nel nostro evento Secondo Match Point lo scorso marzo.
Si tratta di riconoscere che le logiche della performance sono universali, nello sport come nel business.
- Preparazione mentale: la vera competenza invisibile
La differenza non si gioca solo sulle competenze tecniche, ma su come una persona gestisce la pressione, affronta l’imprevisto e reagisce agli errori.
Chi performa ad alto livello non elimina l’incertezza, bensì impara a starci dentro.
Per portarlo concretamente in azienda questo significa sviluppare persone che:
- non si bloccano davanti alla difficoltà
- mantengono lucidità nelle fasi critiche
- prendono decisioni anche in condizioni non perfette
La preparazione mentale diventa così una competenza strategica, non accessoria che deve essere sviluppate ed allenata all’interno delle aziende.
Antonio Fantin “Vivere l’impreparazione ed essere felici! Non avere paura della vittoria, non avere paura della sconfitta, essere noi stessi!”
- L’errore: il punto di svolta delle organizzazioni
C’è un elemento che divide nettamente team medi da team eccellenti e questo elemento è il modo in cui viene gestito l’errore.
Le testimonianze che abbiamo avuto il privilegio di raccogliere confermano che l’errore non è mai il problema principale, bensì cosa succede dopo.
Possiamo dunque ritrovare due approcci opposti: uno che porta ad un ambiente disfunzionale, giudizio immediato, ricerca del colpevole, chiusura e difesa. L’atro che alimenta un ambiente performante, un’analisi lucida, supporto reciproco e apprendimento condiviso.
Nelle aziende, questo si traduce in un concetto chiave: sicurezza psicologica.
Le persone danno il meglio quando sanno che possono sbagliare senza essere etichettate.
Alessandro Costacurta “Avere il tempo di sbagliare, senza giudizio”
- Disciplina e valori: la base della performance sostenibile
Il talento, da solo, non basta, ciò che fa la differenza è la capacità di mantenere costanza nel tempo,
rispettare il processo e lavorare anche quando non è visibile; infatti il vero lavoro che porta a importanti risultati, si fa lontano dai riflettori.
Se pensiamo alle nostre aziende e valutiamo la performance dobbiamo essere consapevoli che non è un evento singolo, ma è un sistema. I risultati arrivano quando le persone hanno priorità chiare e condivise. In questo contesto la disciplina non è rigidità, bensì è coerenza tra ciò che si dice e ciò che si fa.
Antonio Fantin “ Viviamo per il momento in cui siamo sotto i riflettori, ma ci dimentichiamo che la nostra vita è fatta di ombre, momenti in cui si è dietro le quinte ed è li che costruiamo quei momenti”
- Fiducia e relazioni: il vero acceleratore dei risultati
Ogni grande performance è sempre il risultato di un sistema di relazioni in cui la fiducia è un moltiplicatore concreto di performance.
Dove c’è un ambiente in cui la fiducia è una componente primaria le persone si espongono di più,
collaborano meglio e gestiscono meglio i momenti di difficoltà. Dove manca, invece, aumentano i silenzi, crescono le incomprensioni, cala l’energia positiva del team.
Come hanno condiviso con noi Alessandro Costacurta e Antonio Fantin: nessuno vince da solo. Questo concetto vale tanto nello sport quanto nelle aziende.
Antonio Fantin: “Riceviamo quello che diamo! La mia famiglia e i miei amici sono fondamentali perché mi hanno aspettato e, così, cresciamo insieme!”
- Le persone giuste fanno la differenza
Un altro elemento ricorrente nelle esperienze di alto livello è la consapevolezza dell’impatto delle persone che ci circondano. In questo le competenze tecniche sono trascurabili, gli aspetti fondamentali sono l’atteggiamento, la mentalità e la capacità di sostenere gli altri.
Vale nello sport, nella vita e nel lavoro. Infatti, in azienda l’importanza di costruire team equilibrati,
selezionare le persone non solo per skill, ma per valori e sviluppare relazioni che abilitano la crescita sono gli aspetti più rilevanti.
Alessandro Costacurta “Le persone che ti circondano sono fondamentali in tutte le occasioni. Persone alle quali permetti da starti accanto. Essere fortunati nel trovare le persone che ti fanno fare la foto con la coppa”
- Leadership: creare contesto, non controllo
Le esperienze di grandi squadre e grandi allenatori mostrano un modello di leadership molto chiaro:
non è il leader che fa la differenza da solo, ma è il contesto che riesce a creare.
Una leadership efficace, infatti, valorizza le individualità, riduce le pressioni inutili, orienta verso un obiettivo comune.
Se pensiamo alle nostre organizzazione, concretamente, possiamo affermare che non serve più controllo, ma responsabilità diffusa e non serve accentrare, ma sviluppare autonomia.
Alessandro Costacurta: “Periodi diversi, squadre diverse che avevano bisogno di cose diverse, ma ognuno di loro aveva una caratteristica che era unica. I leader devono comprendere che gruppo hanno a disposizione…”
- Determinazione: la competenza che tiene tutto insieme
Ci sono momenti in cui il talento non basta, in cui conta solo una cosa: continuare.
Le storie di performance raccontano sempre questo elemento: la capacità di insistere, di restare dentro al percorso, anche quando è difficile.
Nel quotidiano vissuto in azienda, emerge con chiarezza è che la performance non dipende da un singolo fattore, ma è il risultato di un equilibrio tra mentalità, relazioni, leadership e processi.
Alessandro Costacurta: “Van Basten: 3 palloni d’oro con una caviglia sola!”
È nello sviluppo di questo equilibrio che in Indaco Italia concentriamo la nostra attività, ispirandoci allo sport e applicando queste dinamiche al mondo aziendale a seconda delle necessità e dell’obiettivo allenando le persone, sviluppando la leadership, gestendo le diverse generazione e migliorando la comunicazione e la collaborazione in azienda.
Perché alla fine, in campo come in azienda, la vera differenza la fanno sempre le persone.
Ogni organizzazione, prima o poi, si trova davanti a un momento decisivo, il match point, e la differenza lo fanno le azioni che poniamo in essere anche nel “rialzarsi”.